QUANDO IMPARIAMO A CONTARE?

8 maggio 2025

Il Subitizing 


Già dai primi anni ’80, numerosissimi studi dimostrano come i neonati nascano già con un loro ben definito concetto di numero. Ovviamente non sanno ancora comprendere il significato delle parole e quindi non hanno ancora associato “un suono” al loro concetto di “numero”, che, in realtà, è un concetto di “quantità”.


Se ad un bambino di pochissimi mesi mostri un gioco a lui gradito e poi successivamente gliene mostri altre due, lui dirigerà la sua scelta sulla coppia, in modo tale da prenderne una in ciascuna manina. Il bambino sa istintivamente che “due” sono più di “una” e che ha “due” manine.


Se ad un bambino affamato di pochi mesi offri due piatti identici contenenti lo stesso cibo, ma in quantità differenti, lui si dirigerà istintivamente sul piatto contenente cibo in maggiore quantità. 


Questa sua abilità di riconoscere le quantità di elementi di un determinato piccolo scenario, viene denominata “Subitizing” dal latino Subutus ovvero immediato ed è presente anche in molti animali. 


I “nomi dei numeri” 


Intorno ai 18/24 mesi poi, il bambino, con l’acquisizione dell’eloquio, comincia ad associare alle quantità, dei suoni ovvero i “nomi dei numeri”.


Questo passaggio viene ovviamente stimolato da un adulto che ne suggerisce i suoni con vari metodi: ripetendo brevi sequenze di numeri in filastrocche oppure seguendo ritmi sonori, oppure cantando, oppure facendo associare i suoni dei numeri ad oggetti di giusta quantità; un esempio assai noto è quello di utilizzare “le dita” della sua mano per insegnargli ad indicare la sua età ed alla domanda: “quanti anni hai?” facilmente lui preferirà rispondere dicendo “così!” mentre mostra le dita corrispondenti, piuttosto che pronunciare il numero. 


La numerosità totale 


A seconda che il modo utilizzato sia più o meno consono a quel bambino, si avrà un più rapido od un più lento arrivo, al traguardo più difficile per lui: comprendere che il suono dell’ultimo dito che ha “contato” ad. es. il “cinque”, non rappresenta né il nome del dito né solo il nome del numero, ma la numerosità totale dello ”insieme dita” della sua mano cioè che la quantità cinque racchiude dentro di sé la quantità di tutte le dita precedenti. 


Addizionare 


Visto che il concetto di “addizione” lo acquisisce solo tra i 6 ed i 7 anni, mentre di solito impara a parlare bene già verso i 2 anni, noi adulti abbiamo almeno 4 anni di tempo per rafforzare la sua istintiva capacità di discriminare quantità oppure di confondergli sempre più le idee!!!!!


Quindi l’importanza di un corretto supporto al bambino degli ultimi due anni della scuola dell’infanzia può fare la differenza! 



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Ti è mai capitato di sentirti con l’acqua alla gola prima di una scadenza importante? Un progetto di lavoro, un esame universitario, una verifica, una interrogazione? Ti sei mai detto, “se solo avessi avuto qualche giorno in più!”? Magari hai anche provato ad organizzarti il lavoro, ma non ha funzionato, perché c’è sempre qualche imprevisto che non avevi considerato oppure perché l’ansia di non riuscire ti rallenta e non riesci a rendere per ciò che potresti. 1- Decidi quanto tempo al giorno vuoi dedicare allo studio ed in quali fasce orarie; 2- Stabilisci il quantitativo di studio da svolgere, sia per il giorno seguente che per i successivi; 3- Ritagliarsi una piccola parte del tempo alla fine della giornata per rivedere mentalmente ciò che hai appreso; 4- A fine settimana verifica l'EFFICACIA e l'EFFICIENZA della tua settimana di studio. 1-Scrivi su un “planning” le fasce orarie in cui sei già occupato da altre attività ed eliminale; è importante capire realmente quanto tempo si ha a disposizione ogni giorno, per non rischiare di sopravvalutare il quantitativo giornaliero da svolgere; metti in evidenza il tempo effettivo giornaliero in cui programmare le attività; 2-Dividi il tempo in attività diverse, come il lavoro per domani, quello per le scadenze della settimana successiva in modo da non trovarti mai con grandi quantitativi da svolgere per materia; 3- Ritaglia una piccola quantità di tempo a fine giornata per rivedere mentalmente il lavoro svolto. 4- A fine settimana verifica se sei in pari con la programmazione e se le cose apprese sono chiare, altrimenti tieni presente le modifiche da apportare nella settimana successiva. Qualora non fossi soddisfatto, cerca quale potrebbe essere il tuo principale punto di criticità di rallentamento e scrivici quale tra questi temi preferisci vengano approfonditi subito: • CONCENTRAZIONE • LETTURA • RITENZIONE E RICORDO • GESTIONE DELL'ANSIA Oppure CHIAMACI!
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