Quando studiare diventa un peso_ il disagio nascosto degli studenti delle scuole superiori e dell'università

Michela Vita • 21 luglio 2026

Quando studiare diventa un peso: il disagio nascosto degli studenti delle scuole superiori e dell'università

Non è solo una questione di impegno


"Devo studiare, ma non riesco a concentrarmi."


È una frase che sempre più studenti, sia delle scuole superiori che dell'università, ripetono ogni giorno. Spesso viene interpretata come pigrizia, scarsa volontà o mancanza di organizzazione. In realtà, dietro questa difficoltà possono nascondersi stress, ansia, paura del fallimento e un profondo senso di inadeguatezza.


La pressione di ottenere buoni risultati, il confronto continuo con i coetanei e le aspettative familiari possono trasformare lo studio in una fonte di sofferenza invece che di crescita.


Un disagio che cresce in silenzio


Molti ragazzi vivono un conflitto interiore: sanno di dover studiare, desiderano raggiungere i propri obiettivi, ma si ritrovano bloccati.


Le conseguenze possono manifestarsi attraverso:

  • difficoltà di concentrazione;
  • procrastinazione continua;
  • ansia prima delle verifiche o degli esami;
  • insonnia e stanchezza mentale;
  • calo dell'autostima;
  • senso di colpa per non riuscire a dare il massimo.


Con il tempo questo circolo vizioso può compromettere non solo il rendimento scolastico, ma anche il benessere psicologico e le relazioni personali. 


L'estate non sempre rappresenta una pausa


Molti immaginano l'estate come un periodo di libertà. Per numerosi studenti, invece, coincide con esami universitari, debiti formativi o con il pensiero costante dell'anno successivo.


La fatica mentale accumulata durante l'anno non scompare con l'arrivo delle vacanze. Anzi, spesso emerge con maggiore intensità, accompagnata dalla sensazione di non riuscire a recuperare energie.


Chiedere aiuto è un atto di consapevolezza


Riconoscere di vivere un momento di difficoltà non significa essere deboli. Significa comprendere che il benessere psicologico è una componente fondamentale del successo scolastico e personale.


Un percorso di sostegno può aiutare lo studente a:

  • gestire l'ansia e lo stress;
  • migliorare il metodo di studio;
  • sviluppare strategie efficaci di organizzazione;
  • rafforzare la fiducia nelle proprie capacità;
  • affrontare gli esami con maggiore serenità. 


L'importanza di intervenire presto 


Aspettare che il disagio diventi insostenibile rischia di rendere il percorso più difficile. Intervenire precocemente permette invece di prevenire il peggioramento della situazione e di restituire allo studente la serenità necessaria per affrontare il proprio percorso formativo. Ogni studente è diverso e ogni difficoltà merita ascolto, senza giudizi.


Un supporto per ritrovare equilibrio


In Istituto Discipline Comportamentali crediamo che ogni ragazzo abbia il diritto di vivere lo studio come un'opportunità di crescita e non come una fonte continua di ansia.


Attraverso percorsi personalizzati, aiutiamo studenti delle scuole superiori e universitari a comprendere le cause del proprio disagio, sviluppare nuove risorse personali e affrontare il percorso scolastico con maggiore equilibrio, motivazione e fiducia.


Perché il vero obiettivo non è semplicemente ottenere un voto migliore, ma imparare a stare bene mentre si costruisce il proprio futuro.

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Ti è mai capitato di sentirti con l’acqua alla gola prima di una scadenza importante? Un progetto di lavoro, un esame universitario, una verifica, una interrogazione? Ti sei mai detto, “se solo avessi avuto qualche giorno in più!”? Magari hai anche provato ad organizzarti il lavoro, ma non ha funzionato, perché c’è sempre qualche imprevisto che non avevi considerato oppure perché l’ansia di non riuscire ti rallenta e non riesci a rendere per ciò che potresti. 1- Decidi quanto tempo al giorno vuoi dedicare allo studio ed in quali fasce orarie; 2- Stabilisci il quantitativo di studio da svolgere, sia per il giorno seguente che per i successivi; 3- Ritagliarsi una piccola parte del tempo alla fine della giornata per rivedere mentalmente ciò che hai appreso; 4- A fine settimana verifica l'EFFICACIA e l'EFFICIENZA della tua settimana di studio. 1-Scrivi su un “planning” le fasce orarie in cui sei già occupato da altre attività ed eliminale; è importante capire realmente quanto tempo si ha a disposizione ogni giorno, per non rischiare di sopravvalutare il quantitativo giornaliero da svolgere; metti in evidenza il tempo effettivo giornaliero in cui programmare le attività; 2-Dividi il tempo in attività diverse, come il lavoro per domani, quello per le scadenze della settimana successiva in modo da non trovarti mai con grandi quantitativi da svolgere per materia; 3- Ritaglia una piccola quantità di tempo a fine giornata per rivedere mentalmente il lavoro svolto. 4- A fine settimana verifica se sei in pari con la programmazione e se le cose apprese sono chiare, altrimenti tieni presente le modifiche da apportare nella settimana successiva. Qualora non fossi soddisfatto, cerca quale potrebbe essere il tuo principale punto di criticità di rallentamento e scrivici quale tra questi temi preferisci vengano approfonditi subito: • CONCENTRAZIONE • LETTURA • RITENZIONE E RICORDO • GESTIONE DELL'ANSIA Oppure CHIAMACI!
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E’ mai capitato anche a te di sentirti…. un po’ “lanterna” che brilla sul cammino od un po’ “zucca spaventosa”? Siamo vicini ad Halloween quindi è proprio il momento giusto per porsi questa domanda. L’origine di Halloween.. . ….non è come spesso si pensa Statunitense, bensì celtica , dall’antica festa di Samhain , una specie di capodanno che separava il periodo estivo da quello invernale. Nel momento in cui i romani conquistarono le terre celtiche, piano piano eliminarono tutte le feste pagane e quando successivamente fu istituita ufficialmente la festa di Tutti i Santi, i popoli che continuavano a festeggiare l’antico Samhain spostarono al 31 ottobre la ricorrenza. A fine Ottocento poi, a seguito di una grande migrazione di irlandesi verso gli Stati Uniti, le celebrazioni di Halloween si diffusero nel nuovo continente . Le zucche Anche l’usanza di intagliare le zucche, per farne personaggi “mostruosi” è di origine irlandese, da un’antica leggenda secondo la quale il fabbro Stringy Jack, vendette la sua anima al diavolo per pagare i propri debiti accumulati per il vizio di bere. Il patto consisteva nell’accordo secondo il quale il diavolo lo avrebbe lasciato “in pace” per dieci anni. Ma nella notte di Halloween dell’anno successivo Jack morì e la leggenda narra che giunto in paradiso venne cacciato all’inferno. Qui il diavolo volle rispettare il patto e lo respinse lanciandogli contro un tizzone ardente ; Jack lo raccolse e lo pose dentro una rapa cava per farsi luce, come fosse una lanterna, nel suo continuo peregrinare tra il paradiso e l’inferno. Ecco perché, nei giorni che precedono Halloween e soprattutto nella notte del 31 ottobre, si usa accendere lumini all’interno delle zucche intagliate con sembianze mostruose. Il mondo delle paure è un mondo misterioso che a volte ci viene a trovare con i suoi messaggeri: il buio e la notte, certi animali come i ragni oppure la solitudine o al contrario la presenza degli altri che, quando dobbiamo parlare in pubblico, ci appaiono come una corte di giustizia e vorremmo sprofondare! Quando arrivano, vorremmo mandarle via, cerchiamo di ignorarle oppure le sfidiamo e proviamo a vincerle. Ma a volte le paure la sanno più lunga di noi! Se vuoi imparare le abilità utili a saperla più lunga delle tue paure… contattaci.